Provato – Gears 5: il multiplayer

Venerdì scorso è ufficialmente iniziato il primo test multiplayer di Gears 5, l’attesa esclusiva Microsoft in uscita il 10 settembre. Dopo la presentazione della nuova modalità Escape al recente E3 di Los Angeles, The Coalition invita i fan della serie a provare la nuova modalità Arcade, ma non solo. Il test programmato in questi giorni permette di prendere confidenza con la rinnovata modalità Escalation, oltre all’immancabile King of the hill, una delle modalità più giocate della serie. Ecco com’è andata.

La forza bruta di Xbox

Prima di scendere in campo e provare con mano tutte le novità di questo quinto capitolo, il Tech test di Gears 5 ci obbliga ad iniziare un breve addestramento atto a spiegarci le varie meccaniche di gameplay. Nulla di assolutamente nuovo per i veterani della serie, che fin da subito prenderanno confidenza con i comandi del gioco, rimasti pressoché immutati rispetto al precedente quarto capitolo. Ciò che è radicalmente cambiato, però, è il comparto tecnico. Questo primo scorcio di gioco, infatti, ci permette di capire come sarà la grafica che ritroveremo nella Campagna, che promette di essere una piccola rivoluzione per la serie. I 4K (più o meno dinamici) si sentono tutti, così come i 60fps granitici anche nelle situazioni più concitate. Lo stacco rispetto a Gears 4 c’è tutto, e The Coalition dimostra tutta la sua bravura nell’aver saputo sfruttare un motore grafico come l’Unreal Engine, in questa generazione apparso un po’ sottotono.

Il Tech test ci permette di giocare sostanzialmente su due mappe inedite, Addestramento e Distretto. Essendo mappe di gioco totalmente inedite, non stupisce la cura certosina riposta dagli sviluppatori nella realizzazione delle stesse. Pur essendo un test per il multiplayer, Gears 5 mostra tutti i muscoli di Xbox One X, proponendo un comparto tecnico di prim’ordine, e che da qui a settembre sarà ulteriormente rifinito. L’HDR viene sfruttato al massimo (con tanto di livelli di regolazione per accentuare il contrasto e la luminosità dell’immagine) e dona al gioco un aspetto visivo eccezionale. Gears 5 è colorato, vivido, ma soprattutto ricchissimo di dettagli, cosa non affatto scontata in un titolo dalla forte anima multigiocatore.

Com’è la nuova modalità Arcade

La grande curiosità di questa prova risiedeva nell’inedita modalità Arcade. In questo test i The Coalition ci hanno offerto la possibilità di giocare ad un Team Deathmatch atipico. In Arcade vince la squadra che arriva per prima a 50 uccisioni. Ogni personaggio è dotato di armi uniche, sbloccabili attraverso il maggior numero di uccisioni. L’eliminazione di ogni giocatore comporta l’ottenimento di una sorte di gettone virtuale, che una volta speso ci permette di ottenere armi di volta in volta sempre più potenti. Ogni personaggio, come detto, è dotato di un set di armi sbloccabile unico. Ne consegue, ad esempio, che solo un personaggio potrà ottenere il Gnasher, una delle armi più iconiche ed amate della saga.

Arcade è una modalità studiata per regalare partite divertenti e senza troppi tatticismi. Non di rado, infatti, si verrà a creare una piacevole “caciara”, con un tripudio di kill ed armi che si susseguono senza sosta. Resta da capire come si evolverà in futuro – The Coalition ha già promesso l’arrivo di altri “eroi” – ma il primo approccio a questa nuova modalità resta sicuramente molto positivo e interessante.

Il solito Gears?

Lato gameplay, Gears 5 non propone novità sostanziali. Anzi, dal punto di vista delle meccaniche non sembrano esserci cambiamenti in grado di stravolgere la saga. Una volta entrati in partita, però, si capisce subito di non essere davanti ad un Gears of War 4.5. Ciò che salta subito all’occhio è un rinnovato sistema di animazioni, che rende i movimenti dei personaggi più fluidi rispetto al passato. In generale, si avverte una certa pesantezza nel gameplay, come se The Coalition avesse voluto abbassare il ritmo di gioco, rendendolo più tattico e ragionato. Chiaramente, i veterani della saga impiegheranno poco per andare di wall bouncing e Gnasher a più non posso. Proprio da questo punto di vista, sembrano esserci un po’ di problemi lato bilanciamento. Nel senso che questa tecnica di gioco sembra più efficace che in passato, quasi come se implicitamente The Coalition abbia volutamente strizzato l’occhio ai pro player.

Lo stesso Gnasher, infatti, sembra essere molto più devastante che in passato. Quest’arma rappresenta un pezzo di storia della saga, e non sono mancati i ribilanciamenti anche in Gears of War 4. Per questo capitolo, la novità più importante risiede nella visione a schermo dei colpi sparati dal Gnasher, una novità molto gradita che ci permette di capire subito in che direzione sono andati i nostri proiettili. Ma, ciò che lascia più perplessi, è l’effettiva efficacia dell’arma. A distanza ravvicinata, il Gnasher può ammazzare anche con un colpo; in questo Gears 5 si può uccidere con un colpo anche se si mira in zone non vitali del giocatore, come ad esempio le gambe. Ne consegue che, da qualsiasi parte si miri, il Gnasher andrà a segno 9 volte su 10. Un netto cambiamento rispetto a Gears 4, dove spesso colpire con il Gnasher, anche da una buona posizione, non garantiva una kill quasi istantanea

Se il Gnasher ha bisogno di un ribilanciamento, lo stesso potrebbe dirsi per il time to kill. In questo Gears 5, infatti, uccidere un giocatore richiede molto meno tempo che in passato. Bastano pochi colpi ben assestati per ottenere dei facili abbattimenti. Lo si nota soprattutto con il Lancer, che appare più efficace che in passato, soprattutto dalla lunga distanza.

Immagine di Gears of War 5 che mostra la protagonista del gioco, Kait.

Sommario

Gears 5 promette di essere il miglior capitolo della serie. Il primo assaggio del multiplayer convince, seppur con qualche riserva. Ciò che lascia stupiti è il comparto tecnico, semplicemente incredibile. La rinnovata modalità Arcade promette di regalare decine di ore di divertimento. Convincono poco, invece, alcuni bilanciamenti nel gameplay, ma nulla a cui The Coalition non possa porre rimedio prima dell’uscita, ormai praticamente imminente.

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